Le passerelle hanno ospitato di tutto. Le modelle hanno indossato qualunque cosa. Gli abiti hanno abbracciato una gamma di tessuti e materiali di ogni tipo. Come si può ancora “trasgredire”? La settimana della moda di Los Angeles ha saputo regalarci un debole tentativo di trasgressione, attraverso il marchio Elmer Ave. Si parla di ironia e di ribellione. In che modo? Attraverso qualche bacio dietro le quinte, modelli in veste dark, qualche cresta, tatuaggi. Poco più. Una moda giovane che non stende, non incuriosisce, non inventa nulla di nuovo. E’ questo che i marchi giovani e dalle giovani vedute cercano? Stupire, stupire, stupire. Ma il rischio è che ciò che chiamiamo trasgressioni possano offuscare completamente lo stile e banalizzino il concetto di moda. Quello che appare evidente dai modelli proposti è un avvicinamento allo stile gothic senza essere però in grado di comunicare al di là dell’immagine. E’ come se questo marchio, diventato uno dei nuovi punti di riferimento per la moda giovane, fosse soltanto l’ennesimo tentativo maldestro di avvicinarsi al gusto dei teenager ribelli, attraverso qualche inserto di pelle, qualche tatuaggio, e uno stile da club inglese di qualche anno fa. Puntare tutto sul military o sul leather non è forse qualcosa di già visto? Avanguardia pura direbbe qualcuno. Bisognerebbe forse ricordare che per trasgredire bisogna cominciare a capire cosa sia oggi la vera trasgressione.
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