MILANO, JUNKBUILDING PUNTA SULL'ARTE
Ogni anno alcuni protagonisti dell’arte, del design, dell’architettura e della musica approfondiscono un tema condiviso con nuovi punti di vista
Arte, design, architettura e musica si incontrano alla Triennale Bovisa di Milano per dar vita a Junkbuilding, una mostra che riconferma la forte vocazione della Triennale quale centro fondamentale per l’arte contemporanea e la contemporaneità.
Dal 9 maggio al 5 giugno svariati artisti provenienti da diversi ambiti culturali ed espressivi avranno l’occasione di presentare dei lavori, appena eseguiti in un happening che precede la mostra, nei quali arte, design, architettura e musica si mescolano e si fondono in un tutt’uno offrendo allo spettatore un singolare punto di vista. Lo spazio urbano è descritto come un condensato di forze ingovernabili in cui ogni di tipo di relazione tra le sue parti è considerato superfluo. Junkbuilding è una mostra che porta a riflettere sulle contraddizioni del nostro tempo attraverso le diverse declinazioni dell’arte contemporanea. I linguaggi artistici, che si esprimono in un confronto continuo con il tema dello junk space, diventano strumenti universali alla ricerca di una risposta contro il degrado insito nella modernizzazione. Filo conduttore della mostra è, dunque, la teoria di Rem Koolhaas appunto sul junk space, descrizione di un circolo vizioso universale, categoria spaziale, sociale ed estetica, che ispira una riflessione sul ruolo dell’arte e sulle possibili risoluzioni che essa può fornire.
La mostra, aperta al pubblico, è stata frutto di 6 giorni di intensa attività (dal 2 al 7 maggio) da parte di singolari artisti che hanno lavorato alle opere site-specific, utilizzando gli spazi della Triennale Bovisa come luogo di discussione, riflessione e sperimentazione.
Giulio Ballio, Rettore del Politecnico di Milano, ha dichiarato: “La sperimentazione artistica e culturale è sempre stata il motore della attività svolte in Bovisa. L’idea di riunire esperienze artistiche diverse che si confrontino su un tema comune in un grande happening mi sembra già di principio un successo e un grande omaggio all’ideatore della teoria del Junk space, l’architetto Rem Koolhaas”.
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