PROCESSO GEA, E’ IL TURNO DI MICCOLI
Continuano i racconti sulle particolari tecniche di ‘fidelizzazione della clientela’
Chi avrebbe mai detto che il processo Gea ci avrebbe regalato tanti spunti e argomenti succulenti? Gli imputati eccellenti oramai li conosciamo: c’è ovviamente Luciano Moggi, suo figlio Alessandro, e pure il primogenito di Marcello Lippi, Davide. La società che gestiva le procure di numerosi calciatori del campionato italiano era un vero e proprio colosso di mercato, con Luciano Moggi che sfruttava “il potere e la forza di intimidazione derivategli dai metodi usati nella sua ultratrentennale esperienza nel mondo del calcio e dalla capacità di sopraffazione che sempre più aveva acquisito sui giocatori, su taluni dirigenti delle società di calcio nonché sugli organi della Figc".E per avere lo scettro del mercato delle procure, così selvaggio e competitivo, c’era bisogno di attuare delle speciali tecniche di marketing. Fidelizzazione della clientela? Non proprio, diciamo che venivano fatte delle offerte che non potevano essere rifiutate…
MICCOLI
Risalgono a pochi giorni fa le dichiarazioni dell’attuale attaccante del Palermo, che durante il processo in corso a Roma ha parlato dei metodi di Luciano Moggi : “Io rifiutai [la cessione ad un club inglese] non volevo andare in Inghilterra perché avevo una bambina piccola e mia moglie non voleva andare all'estero. Allora Moggi mi disse che mi avrebbe fatto smettere di giocare”. Secondo Miccoli il rapporto con Luciano Moggi si sarebbe incrinato quando rifiutò di concedere la sua procura alla Gea
AMORUSO
Sulla stessa linea d’onda l’attuale attaccante della Reggina Nick Amoruso; ai tempi della sua militanza juventina, il bomber dovette accettare trasferimenti a Napoli, Como e Perugia, pena la fine della sua carriera calcistica.
LA MEMORIA DI SIR CAPELLO
Chiamato a testimoniare sulle modalità del rinnovo del contratto di Trezeguet del 2004, Don Fabio sembrava non ricordare nulla: tanti i non so, non ricordo. Risultato: la Procura di Roma intende procedere contro il tecnico goriziano per il reato di falsa testimonianza. Stesso discorso per Giraudo, anche lui afflitto da serie difficoltà di memoria. Anche questi sono problemi!
DON LUCIANO
Chiudiamo in bellezza con Moggi. A testimoniare sulle nefandezze della Gea è questa volta il turno di Baldini, ex dirigente della Roma attualmente in Inghilterra con Capello. Mentre Baldini raccontava i particolari di una cena avuta con Moggi… accade il fattaccio. Big Luciano rischia l’espulsione dall’aula perché rivolge a Baldini gesti intimidatori con la mano destra con l’intenzione di zittirlo, come per dire “Stai in campana”. Poco dopo Moggi chiede di fare una dichiarazione spontanea: "Mi scuso con la corte, ma devo dire che ho subìto di tutto per il solo fatto di aver lavorato". Bah!
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