IL GIRO D’ITALIA CERCA CREDIBILITA’
Al via la carovana rosa: c'è lo spettro del doping da spazzare via
Chilometri tanti, salite a iosa, credibilità…da conquistarsi nel corso delle settimane. Il Giro d’Italia ha preso il via tra mille polemiche e tanti mugugni. Il ritorno di Di Luca dopo la discussa assoluzione, la fresca squalifica di Petacchi, le diatribe e le controversie per lo spettro del doping che mai come in questi anni ha giganteggiato nell’ambiente delle due ruote.
VANDE VELDE E PELLIZZOTTI
Lo statunitense e l’italiano sono le prime due maglie rosa della competizione. Nella crono a squadre di sabato l’americano ha sorpreso tutti con la sua Sleapstream, squadra i cui dirigenti hanno preteso dai tesserati controlli antidoping settimanali per dimostrare la correttezza e l’onestà del team. Il sogno a stelle e strisce però è durato solamente lo spazio di 24 ore: nella tappa di domenica pomeriggio con arrivo ad Agrigento lo scettro se lo è preso Pellizzotti, arrivando nel gruppo dei migliori al traguardo: volata vinta dal brillante Riccò, che si propone come uno dei migliori corridori giovani della carovana
I FAVORITI
Chiaro che la vera bagarre arriverà nell’ultima settimana, coi mitici tapponi alpini pronti ad infiammare gli appassionati. Logico considerare favoriti Di Luca, Menchov e Contador, vincitori nella scorsa stagione rispettivamente di Giro, Vuelta e Tour de France. Da verificare tuttavia le condizioni dell’abruzzese Di Luca e la sua tenuta psicologica dopo il delicato periodo appena messo alle spalle. Attenzione anche a Simoni che potrebbe regalare sprazzi di classe soprattutto in alta quota…
DITA INCROCIATE La speranza più viva degli sportivi è una sola: che il Giro non sia costellato da perquisizioni a sorpresa negli alberghi degli atleti, blitz notturni proprio nella fase REM… Speranza viva, o solamente inguaribile ottimismo destinato a sciogliersi come neve al sole? Guardando l’andazzo degli ultimi anni, meglio puntare sulla seconda ipotesi…
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