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HAMILTON IN PANNE: I MOTIVI DELLA CRISI

HAMILTON IN PANNE: I MOTIVI DELLA CRISI

Momento difficile per l’inglese della McLaren: osannato e... sopravvalutato

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17/04/2008, Davide Cimmino

Ammettiamolo pure, senza pudore: dinanzi alle ultime disgrazie di Lewis Hamilton abbiamo provato un pizzico di felicità! Sempre perfetto, in ordine, con l’aria da primo della classe, del privilegiato, del protetto. Arrivato al vertice senza nemmeno una giornata di gavetta, il giovane pilota si era lasciato sfuggire clamorosamente il mondiale dello scorso anno con un finale di campionato disastroso. Troppa pressione, inesperienza e ingenuità alla base della sconfitta. Dipinto come un fenomeno, non è che Lewis stia convincendo poi tanto in questo inizio di stagione. Dopo il debutto con vittoria nel primo GP in Australia, il pilota Mclaren sembra essersi improvvisamente afflosciato. Cerchiamo di capire i motivi della crisi

NOSTALGIA ALONSO Sembra incredibile, ma la prima causa del crollo di Hamilton è senz’altro l’assenza di Alonso, emigrato da Briatore. Lo scorso anno il rampollo di Dennis poteva approfittare senza limiti dei settaggi e delle indicazioni di Fernando, che sotto l’aspetto della messa a punto della vettura si avvicina ai livelli maniacali di perfezione di un certo Schumacher. Senza lo spagnolo, Hamilton ha il compito di portare avanti da solo lo sviluppo della monoposto. E per un ventenne con un solo anno di Formula 1 alle spalle non è una missione così semplice

STRAPOTERE ROSSO La Ferrari di quest’anno pare una corazzata inespugnabile, senza punti deboli. Nulla a che vedere con la rossa della scorsa stagione, poco affidabile, talvolta poco competitiva rispetto alla Mclaren. Ragion per cui Hamilton è costretto a spingere sempre al limite, non risparmiando nulla alla sua vettura, costantemente sul filo del rasoio. Guidare sotto pressione, con la consapevolezza di essere un paio di gradini sotto al cavallino non è proprio il massimo! E non dimentichiamoci delle BMW, che oramai hanno raggiunto i livelli prestazionali delle frecce d’argento…

IRRUENZA E ANTIPATIA Le due pecche che inficiano la nomea di campione di Lewis! Nei momenti caldi della gara il giovanotto non ha self control: troppo spericolato, troppo impetuoso, troppo irruente. Sorpassi azzardati e traiettorie discutibili hanno vanificato più di una volta le gare di Hamilton. Sotto questo aspetto lontanissimo anni luce dalla pulizia di guida di Schumacher o dall’impeccabile tecnica di Ayrton. Per non parlare del caratteraccio del ragazzino(ricordate i gestacci con cui coronava i sorpassi di centro gruppo nell’ultimo GP del Bahrain). Si sente superiore agli altri colleghi: strafottente e distaccato, ha conquistato sin da subito le antipatie di tutto il circus. Il tempo gioca comunque a suo favore, ma certamente non sarà mai un’icona di questo sport.

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Lewis
Se lui è un campione io sono un campionissimo. RACCOMANDATO!!!!!

noway il 18/04/2008 10:45