02/01/2008, Claudia Di Stefano
La lotta politica negli States si configura sempre più come un modello di riferimento. Una battaglia con il dente avvelenato e indirizzata a distruggere l'immagine dell'avversario ha sempre contraddistinto la corsa alle Presidenziali Americane. E neanche le elezioni per il 44esimo Presidente degli Stati Uniti d'America smentiscono questa tendenza. A prova di questa strategia le foto di Hillary Clinton pubblicate su alcuni magazine statunitensi che la ritraggono senza trucco e con un viso a dir poco da ristrutturare. E mentre sulle pagine dei quotidiani e sulla rete si moltiplicano i sondaggi sui chi siano i favoriti per i due partiti quello democratico e quello repubblicano, si materializza il fantasma dell'outsider. Si chiama Michael Bloomberg attualmente Sindaco di New York e conosciuto soprattutto per essere un magnate dei Mass Media. Molto stimato dai suoi concittadini ha recentemente lasciato le fila repubblicane per divergenze sulla politica estera, ma è il suo low profile tutto dedito al fare e poco all'apparire che potrebbe rimescolare le carte delle elezioni presidenziali. Il 3 gennaio è la data del primo test elettorale in Iowa
(il sistema elettorale americano prevede la scelta dei delegati repubblicani e democratici che poi voteranno nel giorno dei Congressi il frontman di ciascuna dei due partiti). Ma non è il 3 gennaio, bensì l'8 dello stesso mese una data se non decisiva, comunque importante in questa gara. Lo stato è il New Hampshire e pur essendo il 44esimo per estensione è molto importante dal punto di vista elettorale. Il trend delle ultime corse alla Casa Bianca indica che per chi vince i primi test ha poi di fronte a se un'autostrada sino all'Election Day. A solo 24 ore dal voto in Iowa questi i dati dei candidati.
PARTITO DEMOCRATICOHillary Clinton 30%
Barack Obama 26%
John Edwards 25%
PARTITO REPUBBLICANOMike Huckabee 32%
Mitt Romney 26%
John McCain 10%
Rudolph Giuliani 8%
PILLOLE DI NEWSMike Huckabee è il pastore protestante che ha consigliato la sorella di Britney Spears, Jamy Lee di non abortire.
Rudolph Giuliani è stato l'uomo dell'anno del 2001 per la rivista Time. La motivazione il suo grande impegno nella ricostruzione di New York dopo l'11 settembre
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