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NUCLEARE CONTRO IL CARO-PETROLIO

NUCLEARE CONTRO IL CARO-PETROLIO

L'atomo e' sempre piu' ''simpatico'' ai leader mondiali

14/07/2008, Stefano Rita

L'energia nucleare riprende quota. E non solo in Italia. Spinti dalla crisi petrolifera e dal conseguente desiderio di liberarsi dalla dipendenza da petrolio, che affligge ogni paese industrializzato, diversi leader mondiali premono per l'introduzione o il rafforzamento delle centrali nucleari. Ma di pari passo montano anche le proteste.

L'atomo piace al primo ministro inglese Gordon Brown, il quale ha esplicitamente invocato una "rinascita dell'energia nucleare". La Gran Bretagna dispone già di nove centrali nucleari, ma ha intenzione di sostituirle con impianti più moderni. Al contempo, un altro difensore del nucleare, Nicolas Sarkozy, è bersaglio di una dura protesta da parte di Greenpeace, i cui attivisti hanno scalato la Torre Eiffel ed hanno srotolato degli striscioni per manifestare il loro dissenso nei confronti del presidente francese, poiché promuove l'energia nucleare all'estero.

Inoltre, mentre in Italia il ministro Scajola non vede l'ora di porre la prima pietra per costruire diverse centrali nucleari, chiaramente dopo aver rimesso in discussione il risultato del famoso referendum con cui l'Italia ha detto no al nucleare, anche il ministro dell'Industria della Repubblica Ceca ha prospettato l'aggiunta di due nuove centrali alle due già esistenti nel suo Paese. Insomma, le esigenze economiche sembrano essere più forti delle paure. Cosa ne pensate?
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Personalmente non sono per principio e in astratto contro l'utilizzo di reattori nucleari per la produzione di energia elettrica come fanno paesi come gli Stati Uniti d'America, la Cina, l'India, l'Australia, la (sic!) Russia etc. che sono in possesso entroi propri confini nazionali di vaste aree desertiche e spopolate, non soggette a rischi sismici ed idrogeologici, idonee all'installazione, con un rischio calcolato ma comunque non nullo, le centrali.
Sono invece TOTALMENTE CONTRARIO al nucleare IN ITALIA, perchè lo stesso è un Paese fittamente e densamente antropizzato, soggetto a rischio sismico e idrogeologico costante e martellante, con sercizi di Sicurezza sul Lavoro e di Protezione Civile da autentica barzelletta, gestito da una gerontocrazia latroncinante di cialtroni incompetenti, priva di sistemi di controllo su qualsiasi cosa e consegnata in questa epoca ai conflitti d'interesse e all'impunità dei falsi in bilancio.
Non possiamo permetterci di realizzare centrali nucleari.
Per noi esse, a fronte di un apporto del tutto marginale all'approvvigionamento energetico nazionale sarebbero, seguendo il consolidato attuale andazzo, altro che un rischio calcolato ma semmai una certezza probabilistica.
DI DISASTRO

LorenzoS. il 14/07/2008 19:22