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BERLUSCONI-D'ALEMA: FINE DEGLI SCONTRI

BERLUSCONI-D'ALEMA: FINE DEGLI SCONTRI

Il Cavaliere invita al dialogo. D'Alema al lavoro per una struttura legata al Pd ma ''trasversale''

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14/05/2008, Stefano Rita

E' stato un Berlusconi inedito quello visto ieri alla Camera dei Deputati. Dismessi i panni del combattente, il Cavaliere ha indossato quelli di uomo delle istituzioni. Una personalità certamente di parte, ma rispettosa dell'avversario ed aperta al dialogo. Perlomeno, queste sono le intenzioni. Ben presto, tuttavia, il leader del Pdl sarà chiamato alla prova dei fatti.

Nonostante si tratti solo di parole, la svolta non è da poco, dato che gli italiani hanno conosciuto un Berlusconi estremamente combattivo che li terrorizzava per la minaccia rappresentata dai comunisti e che si presentava come uomo del saper fare contrapposto all'intera classe dei politici di professione. Di certo, l'estromissione dal Parlamento della sinistra massimalista e la coesa (oltre che ampia) maggioranza di cui gode, contribuiscono a rendere sereno il nuovo premier.

Una "vecchia volpe" come Massimo D'Alema non ha perso l'occasione per una battuta: "E’ abbastanza paradossale - ha detto - che non avendo mai voluto riconoscere la legittimità dei governi in carica di centrosinistra, Berlusconi sia stato così generoso nel riconoscere la legittimità del governo ombra". Tuttavia, lo stesso D'Alema ha applaudito alcuni passaggi del discorso del Cavaliere ed ha apprezzato la volontà di stabilire dei rapporti politici non modellati su una contrapposizione frontale. Ciò non stupisce, visto che D'Alema è da sempre promotore di un clima di questo tipo.

Lo stesso D'Alema, fra l'altro, ha dichiarato di voler continuare, attraverso la Fondazione Italianieuropei, a lavorare con dei gruppi di ricerca sui problemi del Paese e di voler "creare un'associazione di personalità politiche, del mondo della cultura e della società civile che affianchi il lavoro della fondazione". "Questo progetto - ha aggiunto D'Alema - è legato organicamente alla costruzione del Pd, anche se nelle nostre iniziative vogliamo dialogare con tutti, compresi il governo, la maggioranza e le altre forze di opposizione". L'ex-Ministro degli Esteri del Governo Prodi non avrà invece incarichi nel governo ombra.

I maligni potrebbero commentare che D'Alema sembra molto felice di essere tornato all'opposizione, abbandonando le responsabilità di governo e occupandosi di progetti, tavoli, dibattiti, conferenze... tutte cose interessanti, ma che non lo stressano troppo. Non si tratta necessariamente di una critica negativa; anzi, forse sarebbe il caso che altre personalità del suo calibro continuassero a fare politica "dietro le quinte" lasciando gli incarichi direttivi alle nuove leve. Il problema, probabilmente, è che scarseggiano "facce nuove" all'altezza della situazione.

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