BERLUSCONI: SI AL TRATTATO DI LISBONA
Il presidente del Consiglio vuole dare un ''drizzone'' all'Europa
''L'Irlanda, con il referendum, non ha approvato? Ebbene l'Irlanda trovi una soluzione'' (si andra' avanti senza l'Irlanda?). E' un Berlusconi determinato ed europeista quello di oggi, che frena la Lega e punta ad assumere un ruolo guida in Europa. Il Carroccio, da sempre "euroscettico", aveva festeggiato il no dell'Irlanda al Trattato di Lisbona, ma il presidente del Consiglio non è dello stesso avviso, anche se, nel rilanciare il progetto europeo, rispolvera la terminologia usata dalla stessa Lega sull'argomento: "Un'Europa dei popoli e della gente e non un'Europa delle burocrazie".
Non possiamo che essere d'accordo e speriamo che sia veramente così, attraverso una politica di difesa comune, un presidente del Consiglio europeo ed una vera cooperazione sul problema clandestini, tanto per cominciare.
Berlusconi, fedele al suo stile, veste i panni del "salvatore" dell'Unione, a cui - dice - bisogna dare un "drizzone" dopo i passi indietro fatti rispetto a quando c'erano lui, Aznar, Blair, Schroeder e Chirac. Gli oppositori del premier storceranno il naso di fronte al solito narcisismo, ma ora più che mai ci interessano i risultati e la presa di posizione del Cavaliere è un segnale importante.
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