Niente è per sempre e che da Roma venisse un segnale di discontinuità forse bisognava aspettarselo, anche se nessuno pronosticava un responso così netto. Il dato da considerare, tuttavia, è che circa sessantamila elettori che hanno votato per Zingaretti (PD) alla provincia di Roma, contribuendo alla sua vittoria, consolatoria per il centrosinistra, hanno scelto Gianni Alemanno per il Campidoglio. Elettori di sinistra hanno votato "l'uomo nero" Alemanno. Un evento storico. Un successo enorme per Alleanza Nazionale.
Il centrosinistra era ormai percepito dai cittadini romani come troppo salottiero. Il "modello Roma" sbandierato da Veltroni e Rutelli (compresa la tanto celebrata e "hollywoodiana" Festa del Cinema) ha entusiasmato i turisti ed i cittadini del centro storico, ma non la maggioranza dei romani, alle prese con problemi molto concreti relativi a degrado, sporcizia, immigrazione clandestina, sovraffollamento dei mezzi pubblici, vandalismo, violenza, "piccola" delinquenza, carenza di servizi e di forze dell'ordine.
Alemanno si è presentato come l'uomo che "ripulirà" Roma. In che modo? I dubbi sull'anima "fascista" di Alemanno rimangono e (anche se diciamo subito che non ci crediamo) si è allungata sul nuovo sindaco l'ombra pesante del sospetto che dietro l'aggressione avvenuta a La Storta, proprio a pochi giorni dal ballottaggio, ci siano mandanti politici. Quel che è certo è che sul capitolo sicurezza e, in particolare, sull'intento di allontanare dalla capitale gli immigrati che delinquono, Alemanno ha vinto la battaglia. Un regresso della democrazia? Diciamo solo che da parecchio tempo ormai la gente vota guidata dalle sue esigenze concrete, rinunciando al "lusso" di coltivare ideali o ideologie.
Il nuovo sindaco, da parte sua, ha mandato segnali di distensione, annunciando che per governare la capitale intende rivolgersi anche a personalità del centrosinistra, ma sulle questioni che lo hanno portato alla vittoria mantiene il pugno di ferro: "Ogni anno a Roma ci sono 20mila non cittadini italiani che compiono reati ma che rimangono in città. Il nostro obiettivo è espellere dalla città tutti coloro che hanno commesso reati, perché già questo alleggerirebbe la situazione - ha dichiarato Alemanno -. Procederemo agli sgomberi dei campi nomadi abusivi, che sono 85 in città". E' quello che gli hanno chiesto i suoi elettori.
Non sono accettabili, però, certe manifestazioni di esultanza con tanto di saluto romano sotto al Campidoglio.
Festeggiamenti da stadio anche da parte della lobby dei tassisti, già tanto forte in città da riuscire ad opporsi alla liberalizzazione tentata da Veltroni, anche se fra loro c'è chi dice di non essere contrario alla liberalizzazione del settore e all'aumento dei taxi, ma al modo in cui la giunta di sinistra voleva perseguire tali obiettivi.
Alemanno ripete fino alla nausea che sarà "il sindaco di tutti", ma l'ambiguità riguardo alla tradizione fascista (a cominciare dal simbolo della Croce Celtica) preoccupa tutti i romani che non l'hanno votato. Speriamo e crediamo, tuttavia, che l'ex Ministro dell'Agricoltura saprà tenere a bada le frange più estreme dei suoi sostenitori.
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