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18 Marzo 2010 03:33
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Fiori d’arancio piovono su Roma, nella splendida cornice della chiesa di San Paolo entro le Mura.
Una serata magica all’insegna di un unico grande quesito, che riempie i sogni delle giovani donne e i cuori delle madri sognatrici. Che sposa sarà quella del 2009? Una serata che alterna proposte interessanti, ad altre stravaganti e ad altre ancora piuttosto banali.
E’ sicuramente la sposa di Stella Angelica quella che più colpisce per la straordinaria eccentricità. Regina delle nevi austera, che fonde in una dolce melodia del piacere volant e cotonature, parrucche bianche e sprazzi di zucchero filato. Interessanti broccati dal sapore vittoriano, preziose pellicce come sensuali copri spalla e ricerca del tenue passaggio dal bianco glaciale al rosa e al dorato. Sicuramente la nota più interessante della serata.
Deludenti Peppe Volturale, la cui collezione aveva il terribile sapore del già visto, e Lucia Santeramo, che ha confuso la sperimentazione con gli abiti di “cartone”.
C’è chi invece propone una sposa severa e tradizionale, graziosa ed elegante: stiamo parlando delle gemelle Donato, che giocano su spalle nude, pizzi e preziosi ricami. Assolutamente fuori dai binari i loro capi a suon di perle e strass, adatti più ad uno spettacolino anni settanta che al giorno del fatidico sì.
L’alta moda passa però sempre per l’innovazione e la contaminazione. Ed in questo è apparso maestro indiscusso Pinù, che ha scelto di detronizzare la sposa fiera dell’unicità dell’abito principesco, per donarle la bella praticità della vita di tutti i giorni. Ne esce fuori una fanciulla che riempie di magia una giacca da ufficio, o che diviene sensuale dea in una battuta di caccia inglese. Sicuramente innovativo.
Poi fanno capolino gli archetti e i fiocchi di Elena Vera Stella, che danno un tocco di fiaba ad una sposa classica e femminile. E c’è spazio, seppure piccolo, per l’uomo di Fefì Milano, la cui collezione colpisce solo per le eccentriche colorazioni, dal blu elettrico al fucsia, quasi come se l’innovazione dello sposo odierno volesse trasformarlo in un Teletubbies…
Chiude la serata Alessandra Ferrari per Brutta Sposa: elegante, regale, preziosa. E’ una donna austera e portatrice di bellezza, sposa che non ha paragoni, trasforma i suoi piccoli eccessi in assoluta bellezza. Protagonista indiscusso il velo, spesso prezioso, spesso rivelatore di copricapo a fiori che illuminano il viso di gioiosa passione. Abiti che passano dal bianco alle tinte forti, utilizzando il verde, il turchese ed il giallo. Una sposa a metà tra un abito da sera e un abito da cerimonia, sicuramente bella, ma forse confinata al miracolo della passerella.
Più che una sfilata un sogno, che però ha lasciato poco spazio all’alta moda, alla stravaganza, all’avanguardia, per restituire agli spettatori curiosi l’immagine di un sposa da catalogo, ed eccessivamente principesca. Sarà forse questo che ci si aspetta da una collezione sposa? Probabilmente sì, ma non è certo questo che ci si aspetta dall’alta moda.
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