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16 Marzo 2010 11:24
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Lazio e Roma, due squadre gloriose dal passato illustre e dal presente ricco di incognite. Due società, tuttavia, le cui scelte dirigenziali fanno discutere per la loro illogicità. Gli ultimi esempi arrivano proprio in questi giorni.
LAZIO – Dopo un tira e molla infinito è arrivato l’annuncio del prolungamento del contratto di Tommaso Rocchi. Nessuno ci credeva più vista la rigida politica di Lotito. Ma leggete un po’ i termini dell’accordo: 1,3 milioni di euro a stagione per i prossimi cinque anni! E Rocchi ha già superato la soglia dei trent’anni. Una sorta di pensione d’orata per l’attaccante, che ha ottenuto il rinnovo forse più per placare gli animi della piazza che per motivi tecnici. Un contrattone così pesante ha lasciato tutti di stucco, soprattutto se paragonato al caso Peruzzi. Al portierone non fu rinnovato il contratto in scadenza per qualche spicciolo di euro; Lotito decise di fare a meno di lui, scelta rilevatasi poi fallimentare viste le mille disgrazie che hanno colpito i numeri uno capitolini.
Tornando a Rocchi, il valore del goleador non si discute. Tuttavia, per un calciatore che non ha mai calcato palcoscenici internazionali di rilievo, con la carriera che si avvia a percorrere la sua parabola discendente, un contratto quinquennale pare francamente eccessivo.
ROMA- Passiamo ai figli della lupa. Sulle capacità di mercato del direttore sportivo Pradè non tutti metterebbero la mano sul fuoco. Soprattutto dopo il recente addio annunciato dal difensore Ferrari, dettato ( ma guarda un po’) dalla distanza tra domanda e offerta per il rinnovo di contratto. Adesso parliamoci chiaro: Ferrari non è assolutamente un difensore ai livelli di Nesta o Cannavaro, e negli ultimi tempi più che per i tackle e le chiusure ci ricordiamo di lui per festini e fidanzate da copertina. Tuttavia è un calciatore giovane con ampi margini di miglioramento, in un ruolo che mai come in questi anni è stato avaro di giovani promesse. Tant’è che la Juventus sembra già averlo accalappiato.
Una decisione incomprensibile quella dei romanisti, soprattutto alla luce del costosissimo acquisto di Cicinho, che potremmo considerare senza ombra di dubbio uno dei bidoni più clamorosi della storia recente ( ricordate il giorno del suo arrivo all’aeroporto?).
Come sempre alla fine l’unico giudice supremo sarà il campo, ma con queste premesse la sentenza sembra già scritta.
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