Dagli interventi che si stanno succedendo al XXIII Congresso mondiale di Architettura, a Torino, emerge una rafforzata sensibilita' del mondo dell'architettura nei confronti dell'ambiente e delle ''relazioni'' che le persone instaurano con gli edifici, soprattutto nelle periferie metropolitane spesso degradate. E' un mea culpa quello pronunciato da molti architetti (italiani e strenieri) presenti al congresso che si conclude domani, per il modo in cui nella penisola e altrove si è costruito dal dopoguerra ad oggi, ma è una responsabilità che va condivisa con i committenti.
E' stato lo stesso ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, ad instradare il dibattito su questi temi nel suo intervento, tenuto per l'inaugurazione del congresso il 29 giugno. "E' nostro compito - ha detto Bondi - non solo conservare gli splendidi edifici trasmessi dalle civiltà del passato, ma anche consegnare alle nuove generazioni architetture contemporanee che esprimano bellezza, benessere, armonia tra l`uomo e l`ambiente".
Fra i relatori: Gary Chang, Odile Decq, Peter Eisenman, Hani Rashid, Muhammad Yunus, Massimiliano Fuksas, Gae Aulenti, Mario Bellini, Michele de Lucchi, Paolo Soleri.
Pesante l'assenza di Renzo Piano.
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