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PUPI AVATI, 40 ANNI DI CARRIERA

PUPI AVATI, 40 ANNI DI CARRIERA

A settembre il regista sarà in sala con Il papà di Giovanna

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05/06/2008, Maria Gallo

Il 2008 è un anno di ricorrenze importanti, soprattutto per Pupi Avati, che non solo compie 70 anni (è nato il 3 novembre 1938), ma festeggia anche i 40 anni di carriera. Era il 1968, infatti, quando girò il suo primo film, Balsamus e l’uomo di Satana, un cosiddetto “B-movie”, horror, autofinanziato dal regista stesso e distribuito solo in cinema locali.

Erano solo gli inizi, da allora Giuseppe “Pupi” Avati ha diretto circa 38 film (l’ultimo ad uscire nelle sale, naturalmente con successo, è stato Il nascondiglio, che ha segnato il suo ritorno all'horror), ne ha sceneggiati altrettanti, ha collaborato con i grandi maestri del passato (con Pasolini ha lavorato alla sceneggiatura di Salò o le 120 giornate di Sodoma) e si è creato una sua fama nel panorama cinematografico internazionale ed italiano che, a tutto diritto, lo rende uno dei registi più prolifici e vari dei nostri tempi.

Dagli inizi horror alle commedie, arrivate negli Anni Ottanta, Avati ha regalato a cinema alcuni dei film più belli che la storia ricordi, come Regalo di Natale, del 1984 (di cui nel 2004 ha girato il seguito, La rivincita di Natale), Storia di ragazzi e ragazze, L’arcano incantatore, del 1996, con Stefano Dionisi.

Scopritore di nuovi talenti, Pupi Avati nel 2003 si dà alla commedia romantica con Il cuore altrove, dove dirige Vanessa Incontrada e Neri Marcorè, per continuare nel 2005 con Ma quando arrivano le ragazze?, con Vittoria Puccini e l’emergente Claudio Santamaria. Segue La seconda notte di nozze, dove ancora una volta lavora con Marcorè (oltre a Katia Ricciarelli e Antonio Albanese), passato per la Mostra di Venezia 2005 in Competizione Ufficiale, e poi La cena per farli conoscere e Il nascondiglio, ultima fatica cinematografica del grande regista, protagonista Laura Morante.

Ma Avati, fermo, proprio non ci sa stare. E’ quasi pronto il suo nuovo film,  Il papà di Giovanna, a settembre nelle sale (e forse prima farà un passaggio a Venezia, anche quest’anno), in cui Alba Rohrwacher e Silvio Orlando sono i genitori della Giovanna del titolo. Un’adolescente all’apparenza tranquilla, come tutte le altre, se non fosse che un giorno esce, va in palestra, e sgozza la sua migliore amica  colpi di rasoio.

Il film è ambientato nella Bologna a cavallo tra il 1938 e il 1954, luoghi che il regista conosce bene in quanto è lì che è nato. Ma non si tratta di un film autobiografico, questo Avati ha tenuto a precisarlo, sebbene la ricostruzione delle location sia perfettamente identica a casa sua, quella in cui è stato bambino, “dalle dimensioni del pianerottolo al pavimento, al cortile, un interno medio-borghese, dove il mio immaginario ha trovato lo spazio per esprimersi proprio perché lì avevo abitato da bambino, quando la fantasia è più florida”.

LEGGI ANCHE:

Ezio Greggio: "Sono nato timido, ma lo sono rimasto poco" (da quotidiano.net, 5 giugno 2008)

Il nascondiglio (dandystyle.net)

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