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OSCAR. I COEN FANNO SPESA ALL'INGROSSO

OSCAR. I COEN FANNO SPESA ALL'INGROSSO

“Non è un paese per vecchi” ha preso quattro statuette. L’Italia ha avuto il suo momento di gloria

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25/02/2008, Maria Gallo

Tutto come da copione, o quasi. I pronostici della vigilia prevedevano che i Fratelli Coen avrebbero fatto spesa all’ingrosso al Kodak Theatre di Los Angeles, portando a casa più di una statuetta per il loro Non è un paese per vecchi, e così è stato. Miglior Film, Miglior Regia (questo gliel’ha consegnato Martin Scorsese), Miglior Sceneggiatura non originale, questi i premi che i due fratelli hanno ritirato personalmente, più quello preso da Javier Bardem per la Miglior Interpretazione Maschile da Non Protagonista (ed anche per la peggior pettinatura del secolo) che, onestamente, ci aspettavamo di vedere apparire da dietro le quinte del palcoscenico.


Quello che invece non ci aspettavamo, era l’incetta di premi che ha fatto l’Europa. Dopo Bardem, altri tre europei hanno preso l’Oscar per le altrettante categorie interpretative. Tilda Swinton ha soffiato a Cate Blanchett l’Academy Award per la Miglior Interpretazione Femminile (da non protagonista) in "Michael Clayton", Marion Cotillard, considerata una delle outsider d’eccellenza di questa edizione degli Oscar, ha vinto l’Oscar come Miglior Attrice Protagonista per "La vie en rose", ed il solito Daniel Day Lewis s’è portato a casa il secondo Oscar in carriera (su quattro nomination) per "Il petroliere".


La dimostrazione che anche noi italiani abbiamo da dire qualcosa, nonostante l’esclusione di Tornatore dalla cinquina dei film stranieri, è arrivata dalle “sottocategorie”, quelle dei lavori “dietro le quinte”, che fanno meno “glam” (e se fossero le ultime ad essere annunciate il teatro rimarrebbe vuoto) ma non per questo sono meno importanti. Dante Ferretti e signora, al secolo Francesca Lo Schiavo, hanno vinto l’Oscar per le scenografie di “Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street”, unica statuetta vinta dal film sulle tre candidature ottenute (le altre due erano per Johnny Depp e per la Miglior Fotografia). Altro italiano (altro europeo, quindi) a portare a casa un Oscar, è Dario Marianelli, compositore della Miglior Colonna Sonora per “Espiazione”, che dopo tante nomination è rimasto a bocca abbastanza asciutta. L’Europa chiude la carrellata di premi con “Il falsario”, Miglior Film Straniero dell’ottantesimo anniversario.


Tra premiati e premiatori, nonostante qualche defezione e il mancato svolgimento dei consueti party post-Oscar, alla fine la crème de la crème era tutta là, al Kodak Theatre. C’era anche Nicole Kidman, che ha consegnato il Premio alla Carriera a Robert Boyle, 98 anni, storico scenografo di Hollywood. C’era naturalmente George Clooney, che statuette a casa non ne ha portate ma che, da gran signore qual è, ha sicuramente apprezzato come fosse un Oscar il sentito ringraziamento della Swinton, che lo ha incluso nella lista dei commossi “grazie” per il riconoscimento raggiunto.


Ma la presenza più gradita, anche se pochi minuti, a giudizio di chi scrive è stata quella di Owen Wilson, tornato in gran forma nonostante l’espressione più che sobria del volto, nel ruolo di premiatore del Miglior Cortometraggio, andato a “Le Mozart des Pickpockets”.

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