26/02/2008, Alessandro Larussa
Mai un Sanremo così piatto. A confermare questa sensazione, diffusasi dopo la prima serata, non è uno dei tanti acerrimi nemici della più longeva e discussa manifestazione canora italiana, ma nientemeno che Claudio Cappon, direttore generale della Rai:
"Mai vista una vigilia così tranquilla, ci vorrebbe un caso". Ci toccherà, quindi, attendere che una qualche polemica possa animare le prossime giornate di un Festival che ha 58 anni sul groppone e li dimostra tutti. Con lo sguardo fiducioso rivolto al futuro, non possiamo esimerci dal giudicare il passato, ovvero la prima serata appena trascorsa. La grande novità che questo Sanremo ha proposto è stata la co-reggenza sul palco dell’Ariston di Pippo Baudo e Piero Chiambretti, col Pippone nazionale che rispetto all’edizione 2007 ha fatto un passo indietro e Pierino uno( o due,vista la stazza) in avanti. Ma chi si attendeva una conduzione spumeggiante è rimasto non del tutto appagato. Buone alcune gag, come quella dei 13 cloni di Baudo saliti sul palco. Ma niente che faccia dimenticare le canzoni, specialmente quelle dei giovani. Da anni a Sanremo assistiamo ad un fenomeno che ha dell’incredibile, con giovani che propongo brani talmente insulsi ed antichi da far sembrare Toto Cutugno un coraggioso sperimentatore e Michele Zarrillo un novello Frank Zappa. Infondo l’età media degli spettatori si aggira sui 50 anni, e i vari Daniele Battaglia & co. sembrano rivolgersi ai loro padri più che ad un pubblico di coetanei. La grande favorita Anna Tatangelo, mossa da intenti didascalici, ci ricorda che non c’è niente di male ad essere gay. Il problema è che per farlo ci propina una delle più brutte canzoni della serata.
La valletta bionda, Andrea Osvart, che si alternerà sul palco con la mora Bianca Guaccero, sembra adeguarsi perfettamente al clima generale: non è troppo brava né completamete incapace. Non buca né crea polemiche. Praticamente inutile.
Una polemica, però, sembra profilarsi all’orizzonte, per la gioia di tutti. Continuano, infatti, le defezioni degli ospiti internazionali che fino a qualche giorno fa erano stati dati per sicuri partecipanti al Festival. Ieri è stata la volta dell’attesissimo Johnny Depp. I motivi sono stati spiegati dal capostruttura Raveggi: "
Ho detto no, perché non abbiamo i soldi per pagarlo". Che dire: povero Festival!