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EST FILM FESTIVAL: VA IN SCENA LA PENA DI MORTE

EST FILM FESTIVAL: VA IN SCENA LA PENA DI MORTE

Anteprima nazionale di Tutta la mia vita in prigione

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28/07/2008, Endrio Martufi

Va in scena dal 26 luglio al 2 Agosto nella splendida location di Montefiascone (Viterbo) l’Est Film Festival. Una manifestazione che è solo alla seconda edizione ma che già punta su grandi ospiti e film a tematica decisamente forte. Sette pellicole in “lotta” per vincere l’Arco D’Oro. E poi cortometraggi, sezioni speciali, premio del pubblico. C’è tutto ciò che serve per costruire un buon festival, soprattutto perché mira ad offrire interessanti spunti di riflessione con un ingresso totalmente gratuito.

Tanti gli ospiti che si susseguiranno durante la manifestazione, da Pupi Avati a Nanni Moretti, passando per Giuliano Montaldo, Carolina Crescentini, Antonia Liskova, Francesco Patierno. Tanto per citarne alcuni.

Oggi era possibile assistere alla conferenza di Pupi Avati , di cui è stato proiettato Il Nascondiglio per la sezione Elite, che avrà per tutte le proiezioni la suggestiva location di Rocca dei Papi.

E tra i tanti temi esplorati dalle pellicole, quello che suscita maggiore interesse è sicuramente la pena di morte. Portata in sala ieri mattina attraverso la proiezione in anteprima nazionale del documentario di Marc Evans Tutta la mia vita in prigione, patrocinato da Amnesty International, che ha aperto una discussione tra ospiti ed organizzatori del festival. Ispirato al libro di memorie In diretta dal braccio della morte di Mumia Abu-Jamal , il documentario porta alla ribalta la storia di Abu-Jamal, nero accusato di aver ucciso un poliziotto bianco a Philadelphia (nonostante non ci fosse la certezza) e che è divenuto un caso mondiale, simbolo della ferocia della pena capitale. E sebbene abbia ottenuto l’annullamento della condanna a morte, per la giustizia resta colpevole, e probabilmente, se non ci sarà la riapertura del processo, passerà tutta la vita in prigione.

La pellicola è stata presentata da Riccardo Noury, direttore della comunicazione per Amnesty International, il quale ha lanciato parole forti contro ciò che sta accadendo in questi anni:

"Non avremmo mai immaginato l'attualità di questa proiezione. Questa mattina in Iran ci sono state 29 esecuzioni da parte di un governo che usa la pena di morte per tenere a bada le persone. In quel Paese c'è una situazione pessima perché tra i condannati ci sono oltre che politici, anche bambini che hanno commesso il reato prima della maggiore età e donne adultere". "Un governo" - ha affermato Noury - "che rappresenta una vera e propria minaccia per i suoi cittadini".

E diciamo che l’Iran fa da eco alla proiezione ambientata invece in un paese come l’America, davvero ricco di contraddizioni, e dove ancora oggi gli uomini continuano a morire sulla sedia elettrica.

E per i prossimi giorni non mancheranno sorprese, né proiezioni altrettanto interessanti.

Dovremo aspettare invece sabato 2 agosto per conoscere il nome del vincitore del festival e magari trascorrere una di queste serate d’estate in un contesto culturale ricco di cinema e interessanti discussioni.

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