Si avvicina al finale di stagione una delle serie più amate dal pubblico americano e che si è affacciata in Italia da due stagioni, passando dal satellite per approdare da qualche settimana su RaiDue.
E pensare che di serie sulle famiglie ce ne sono state tante, forse troppe. Ma Brothers and Sisters ha qualcosa in più, qualcosa di diverso, qualcosa che lascia il segno. E sebbene le basi della storia siano costruite intorno ad una madre vedova costretta a sostenere le difficoltà di cinque figli adulti e dalle vite complicate, in realtà si riesce a dire molto di più di ciò che l’apparenza potrebbe mostrarci. Ci sono segreti, ci sono storie così vicine a noi, così semplici e allo stesso tempo così esorbitanti. C’è tutto ciò che investe il concetto di famiglia. Perché i Walker sono davvero una bellissima famiglia. E ciò che rende davvero interessante questa serie è proprio questo nucleo di persone capace di custodire delle verità dal sapore alle volte dolce, alle volte amaro. Intrighi, passioni, omosessualità, nascite, tradimenti, scoperte sconvolgenti, politica. Non manca davvero nulla. E non mancano di certo i bravi attori: dalla straordinaria Sally Field alla magrissima Calista Flockhart, per passare a Matthew Rhys che interpreta un omosessuale in carriera, o al bravissimo Ron Rifkin. E una nota di merito va alla straordinaria Rachel Anne Griffiths, che per la sua magistrale interpretazione ha ricevuto candidature agli Emmy Awars e ai Golden Globe.
Di puntata in puntata ci si ritrova di fronte ad una famiglia apparentemente perfetta ma che crolla inesorabilmente di fronte a disastri, situazioni complicate, segreti indicibili. Ma ritrova sempre se stessa, la propria unità, il coraggio di affrontare le situazioni. E tutto questo non certo per il suo status di agglomerato familiare, bensì perché trova la forza di affrontare ogni problema senza filtri o pregiudizi. E questo solleva un’interessante questione: esistono davvero famiglie così?
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