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BROTHERS AND SISTERS

BROTHERS AND SISTERS

Segreti di famiglia

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18/07/2008, Endrio Martufi

Si avvicina al finale di stagione una delle serie più amate dal pubblico americano e che si è affacciata in Italia da due stagioni, passando dal satellite per approdare da qualche settimana su RaiDue.

E pensare che di serie sulle famiglie ce ne sono state tante, forse troppe. Ma Brothers and Sisters ha qualcosa in più, qualcosa di diverso, qualcosa che lascia il segno. E sebbene le basi della storia siano costruite intorno ad una madre vedova costretta a sostenere le difficoltà di cinque figli adulti e dalle vite complicate, in realtà si riesce a dire molto di più di ciò che l’apparenza potrebbe mostrarci. Ci sono segreti, ci sono storie così vicine a noi, così semplici e allo stesso tempo così esorbitanti. C’è tutto ciò che investe il concetto di famiglia. Perché i Walker sono davvero una bellissima famiglia. E ciò che rende davvero interessante questa serie è proprio questo nucleo di persone capace di custodire delle verità dal sapore alle volte dolce, alle volte amaro. Intrighi, passioni, omosessualità, nascite, tradimenti, scoperte sconvolgenti, politica. Non manca davvero nulla. E non mancano di certo i bravi attori: dalla straordinaria Sally Field alla magrissima Calista Flockhart, per passare a Matthew Rhys che interpreta un omosessuale in carriera, o al bravissimo Ron Rifkin. E una nota di merito va alla  straordinaria Rachel Anne Griffiths, che per la sua magistrale interpretazione ha ricevuto candidature agli Emmy Awars e ai Golden Globe.

Di puntata in puntata ci si ritrova di fronte ad una famiglia apparentemente perfetta ma che crolla inesorabilmente di fronte a disastri, situazioni complicate, segreti indicibili. Ma ritrova sempre se stessa, la propria unità, il coraggio di affrontare le situazioni. E tutto questo non certo per il suo status di agglomerato familiare, bensì perché  trova la forza di affrontare ogni problema senza filtri o pregiudizi. E questo solleva un’interessante questione: esistono davvero famiglie così?

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Dipende... ho avuto più volte l'impressione che l'unità familiare sia dovuta ad un meccanismo "superiore" innescato non tanto dal bene che ci si vuole tra familiari (!) quanto dalla necessità che abbiamo di avere un punto di riferimento che rimane "immutato" nel tempo e nello spazio (non solo fisicamente ma soprattutto emotivamente). Inutile dire che tali "oggetti" non esistono...
Non capisco però l'ostinazione delle persone di proiettare quest'aurea di perfezione ed armonia nella propria famiglia agli occhi degli altri... Uno psicodramma collettivo.

Byzantha il 19/07/2008 14:53