MIKHAIL YOUZHNY TENNISTA AUTOLESIONISTA
Il tennista russo si prende a racchettate in testa, costringendo l'arbitro a sospendere il match.
L'autocontrollo non e', solitamente , la principale dote dei campioni dello sport. Dalla testata di Zidane alle sceneggiate di Cassano, passando per gli isterismi di John McEnroe, sono tanti gli esempi che testimoniano una diffusa incapacità di tenere a freno la propria rabbia. L’aggressività dello sportivo è quasi sempre rivolta verso l’altro da sé: l’avversario, l’arbitro, la racchetta, chiunque rappresenti un ostacolo al raggiungimento del proprio obiettivo finale. Ma una nuova frontiera delle intemperanze sportive sembra profilarsi all’orizzonte: l’autolesionismo, che ha in Mikhail Youzhny il suo profeta. Il tennista russo- numero 11 al mondo- durante l’incontro che lo vedeva opposto allo spagnolo Nicolas Almagro, ha deciso di punirsi per un punto perso infiggendosi tre racchettate in testa. La forza delle racchettate è stata tale da procurare a Youzhny una ferita lacero-contusa che ha richiesto la sospensione del match e l’intervento del fisioterapista. Il tutto tra lo stupore generale degli spettatori del Crandon Park Tennis Center di Miami. Il match, valido per il terzo turno del Sony Ericsson Open, stava vivendo il suo momento decisivo: un set pari e 5 a 4 per lo spagnolo nel terzo e decisivo set. I colpi in testa hanno, però, sortito un effetto più che positivo nel russo, che è riuscito a vincere la partita con il punteggio finale di 7-6 , 3-6, 7-6 (8). L’autolesionismo, stando a questo episodio, paga. Youzhny ha aperto una strada: non resta che attendere nuovi epigoni.
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