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03 Settembre 2010 17:43
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Nel 2006 erano scomparse e da allora si minacciava la catastrofe, ma quest’anno sono tornate!
Stiamo parlando delle api, che sono tornate a posarsi da un fiore all’altro dei mandorli della California del Sud dopo ben tre anni di assenza.
Migliaia di operaie sono tornate al lavoro con enorme gioia di chi, citando la presunta frase di Einstein, temeva la fine dell’umanità, e soprattutto, dei produttori di mandorle della California che coprono addirittura l’80 per cento della produzione mondiale.
Gli unici a non essere felici della loro improvvisa ricomparsa saranno coloro che prestavano le proprie api alla California. Già, perchè per coprire i 700.000 ettari di terreno coperti a mandorle e impollinarne tutti i fiori, era necessario importare gli insetti dal Messico.
Nel 1995 l’affitto di un’arnia costava più o meno 35 dollari, mentre nel 2008 si era giunti a spenderne ben 200. Adesso pare che ci sarà un crollo simile a quello del petrolio, con l’aggravante che non sarà possibile attendere, in alto mare, che il mercato risalga, come fanno le petroliere.
Sembra che il motivo dell’inaspettato ritorno delle api sia l’olio di gomito con cui gli apicultori hanno affrontato la crisi e l’abbattimento del 30 per cento del prezzo delle mandorle che li ha convinti a dar le pasture a quelle locali piuttosto che affittare le estere. Migliorandone la dieta, impoveritasi nel corso degli anni, gli apicultori ne hanno aumentato il numero. L’analisi dei costi salva l’ambiente e il mondo. Anche meglio della Fao che aveva speso 28 milioni di dollari per analizzare le cause della moria delle api ed aveva concluso il tutto con un sonoro “Non so”.
Meno male!
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Commenti: 3
Buongiorno signora Ilaria, apprezzo l’ottimismo che cerca di trasmettere con la notizia … “nel 2006 erano scomparse e da allora si minacciava la catastrofe, ma quest’anno sono tornate” .. intendendo le api.
Le faccio notare che le api non tornano spontaneamente (come fosse un miracolo!!), c’e’ dietro un grosso lavoro di ripristino e allevamento di nuovi alveri a compensare le perdite ( ci vorranno anni), in piu’ c’e’ una massiccia importazione di api da altri paesi.
Deve sapere che la pastura da lei citata come dieta-rimedio ( immagino sia quel prodotto a base di zuccheri invertiti) viene totalmente evitata dalle api se in natura sono presenti altre forme nettarifere.
Non e’ l’analisi dei costi a salvare le api ma l’ambiente sano e possibilmente libero dalle “immondizie” che ci vengono propinate quali “salva agricoltura”. Il costo delle arnie e’ salito in california perche’ e’ calata la disponibilita’ locale di alveari (mortalita di alveari oltre 70%) per l’impollinazione.
Cara Ilaria (mi scusi per la forma confidenziale) un nonno dell’apicoltura la invita a essere prudentente, critica e informata cosi’ l’ informazione sara’ migliore.
Se ci sono dubbi mi scriva una mail, saro’ onorato di chiarile ogni dubbio.
Con rispetto
Zamparini Danilop.s. La invito a visionare il video al presente all’indirizzo http://www.mieliditalia.it/n_rugiada.htm ( scarichi sul suo pc il file video se riscontra problemi online)
Danilo il 26 aprile 2009 alle 10:09
FIPRONIL: STRAGE DI API IN SLOVENIA
(29 aprile 2009) A nordest di Podravje nel comune Race-Fram in un apiario distrutto sono stati effettuati prelievi di campioni.
L’ Ispettore Capo dell’Ispettorato per l’agricoltura, alimentare e forestale Matjaz Kocar ha dichiarato che a seguito d’analisi chimica è stata individuata la presenza di diversi principi attivi tra cui due insetticidi: oltre al Fipronil in dose più che letale e ai suoi metaboliti, lo Spinosad e il fungicida Iprodione.
L’indagine degli ispettori sulle colture e flora spontanea ha consentito d’individuare la presenza delle suddette sostanze chimiche nelle piante ornamentali di un vicino vivaio.
Il Fipronil è utilizzato anche nella produzione di piante ornamentali, in ambienti chiusi.
” Questo caso dimostra che (…) l’agricoltura e la piaga delle api. (…)”E ‘un dato di fatto che è stata esclusa qualsivoglia causa veterinaria e che sono state identificate sostanze attive mortali per le api” egli ha sottolineato.Articolo su Siol-Slovenjia.net
Articolo su Dnevnik.si
Zamparini Danilo il 30 aprile 2009 alle 13:09
Strage di api:
ora indaga l’Asl* 29 aprile 2009
* CronacaImmagine delle api morte fornitaci dal presidente dell’Associazione apicoltori di Sondrio Giampaolo Palmieri
Strage di api nel Tiranese, dopo le denunce e gli allarmi continuano senza sosta le indagini da parte dell’Asl e di altri enti competenti per accertare quali siano le sostanze chimiche utilizzate da alcuni frutticoltori nella zona di Lovero.
«Sono stati in molti – commenta il presidente dell’Associazione apicoltori di Sondrio, Giampaolo Palmieri – a essersi attivati per capire cosa sia successo. La situazione potrà essere valutata soltanto a bocce ferme, una volta che abbiamo i risultati delle analisi dei campioni di api che abbiamo inviato all’Istituto zooprofilattico». Le abbondanti precipitazioni di questi giorni potrebbero avere un effetto positivo in quanto, oltre a scoraggiare le api a visitare i fiori sui quali si è depositato il veleno, contribuiscono a diluire l’insetticida utilizzato dai frutticoltori. «Abbiamo comunque allertato tutte le autorità preposte – sempre Palmieri – perché, a quanto pare, non tutti i frutticoltori che stavano eseguendo trattamenti anticrittogamici (quelli impiegati contro le malattie fungine, ndr) si sono limitati a questi prodotti. C’è stato chi, probabilmente per risparmiarsi di ripetere l’operazione a fioritura conclusa, ha pensato bene di aggiungere anche il veleno del trattamento post-fiorale contro gli afidi o altri insetti». Insomma un mix micidiale che ha sterminato le api bottinatrici e che rischia di uccidere anche la covata qualora il veleno abbia contaminato l’intero alveare. Sulla base delle segnalazioni giunte finora all’Associazione apicoltori, sarebbero tre i produttori di miele che hanno subìto danni: Natale Giudicatti, Agostino Giudicatti e Andrea Visini i cui alveari erano tutti compresi in un’area lunga ben 1,5 chilometri a Lovero.
«E’ un vero peccato – continuano gli apicoltori – che per colpa di alcuni frutticoltori si devono guastare i rapporti di collaborazione che da tempo e con pazienza si è cercato di portare avanti».
Danilo il 2 maggio 2009 alle 22:39


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