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TORNATORE DALLA MACCHINA DA PRESA ALLA FOTOGRAFIA

TORNATORE DALLA MACCHINA DA PRESA ALLA FOTOGRAFIA

Personale fotografica di Giuseppe Tornatore al museo Alinari di Firenze

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21/04/2008, Stefania Leo

Il cinema non è altro che una successione di 24 fotografie al secondo. Grandi filmaker come David Lynch, olter a coltivare nei loro film una particolare attenzione per la fotografia, anche il bel pirata Orlando Bloom e Jeff Bridges si sono cimentati con l'immagine fissa.


L'ultimo scopritore del proprio nascosto talento fotografico è Giuseppe Tornatore, il regista siciliano (autore tra gli altri di Nuovo Cinema Paradiso, Malena e La sconosciuta) che attualmente sta esponendo i suoi scatti presso il Museo nazionale Alinari della fotografia a Firenze.
La mostra dedicata alle sole opere di Tornatore s'intitola "Indiscrezioni. Giuseppe Tornatore, fotografie, in programma" fino al prossimo 15 giugno, raccoglie scatti dedicati non solo alla Sicilia (terra di origine del regista, nato a Bagheria) ma catturati in giro per il mondo da Città del capo a Pechino, da New York alla Siberia.


In tenera età, il regista siciliano aveva preso lezioni dal maestro Mimmo Pintacuda. Ritrovare, a 52 anni, la voglia di mettere mano alla macchina fotografica è un segno d'innata vitalità. Del resto, anche Gina Lollobrigida è fra gli amanti della fotografia.

 

CHI E' GIUSEPPE TORNATORE (da wikipedia.it)

Fin dalla gioventù, Tornatore si dimostra attratto dalla recitazione e dalla regia. A soli sedici anni riesce a mettere in scena a teatro opere di maestri come Luigi Pirandello e Eduardo De Filippo. Dopo gli inizi a teatro, si accosta in seguito al mondo del cinema attraverso alcune esperienze documentaristiche e televisive.

Il suo esordio avviene col documentario Le minoranze etniche in Sicilia, vincitore di un premio al Festival di Salerno, e realizza, poi, per la RAI Diario di Guttuso. Lavora per un breve periodo ancora per la RAI, per la quale si occupa di alcuni programmi, tra i quali Ritratto di un rapinatore - Incontro con Francesco Rosi o Scrittori siciliani e cinema: Verga, Pirandello, Brancati e Sciascia.

Nel 1984 collabora con Giuseppe Ferrara per Cento giorni a Palermo, del quale è produttore, oltre che co-sceneggiatore e regista della seconda unità. Due anni dopo debutta "ufficialmente" sul grande schermo con Il camorrista, dedicato al mondo della malavita napoletana. Il film riceve una buona accoglienza sia da parte del pubblico che dalla critica, e Tornatore vince il Nastro d'Argento come "miglior regista esordiente".

L'incontro con il noto produttore Franco Cristaldi porta alla genesi di quello che è considerato il capolavoro di Tornatore, Nuovo cinema Paradiso, pellicola che riscuote un successo clamoroso in tutto il mondo, donando notorietà internazionale al regista, che comunque si è sempre dimostrato abbastanza riservato. Dopo alcuni imprevisti, tra i quali vari tagli e la proiezione bloccata dopo il primo fine settimana in tutte le sale italiane, tranne che a Messina (al cinema Aurora), il film si aggiudica un premio al Festival di Cannes e il premio Oscar come "miglior film straniero".

I SUCCESSI

Nel 1990 gira Stanno tutti bene, che racconta del viaggio di un padre siciliano alla ricerca dei figli sparsi in tutta Italia, interpretato da Marcello Mastroianni (una delle sue ultime interpretazioni). Nel 1991 collabora al film collettivo La domenica specialmente, con l'episodio Il cane blu.

Nel 1994 gira Una pura formalità, presentato in concorso a Cannes, che rappresenta un punto di svolta nello stile del regista, che cambia radicalmente. Nel film compaiono due star internazionali come il regista Roman Polanski (nel ruolo di attore) e Gérard Depardieu.

Nel 1995 torna a girare un documentario, Lo schermo a tre punte, nel quale racconta la "sua" Sicilia.

Sempre nel 1995 dirige L'uomo delle stelle, con Sergio Castellitto nel singolare ruolo di "ladro di sogni". Il film vince il David di Donatello e il Nastro d'Argento per la "miglior regia".

Rimane folgorato dal monologo teatrale di Alessandro Baricco Novecento, e lentamente comincia a pensare ad una trasposizione cinematografica. Dopo una lunga "gestazione" vede la luce La leggenda del pianista sull'oceano, con protagonista l'attore inglese Tim Roth, accompagnato dalla colonna sonora di Ennio Morricone. Anche questa pellicola si aggiudica diversi premi: il David di Donatello ed il Ciak d'Oro per la regia e due Nastri d'Argento, per la regia ed uno per la sceneggiatura.

Del 2000 è Maléna, con Monica Bellucci, coproduzione italo-americana, che si avvale, ancora una volta, delle musiche di Morricone.


RITORNO SULLO SCHERMO

Nel 2006 gira La sconosciuta, che l'anno successivo si aggiudica ben tre David di Donatello. Il film è stato scelto per rappresentare l'Italia al Premio Oscar 2008, nella selezione per le nomination quale miglior film straniero.

Attualmente si sta dedicando a un nuovo film: "Baarìa" (che in siciliano significa"Bagheria"), la cui trama dovrebbe raccontare una tranche di storia della sua città d'origine.

Giovedì 23 agosto 2007, a Roma, nel quartiere Aventino, è stato aggredito da alcuni giovani, che lo hanno colpito al capo e derubato, prima di darsi alla fuga. Per questa aggressione, pochi giorni dopo, sono stati arrestati tre cittadini romeni.

Nel mese di ottobre 2007 iniziano le sue riprese per il nuovo film, Baarìa, girato nella sua Bagheria.


FILMOGRAFIA


Il camorrista (1986)

Nuovo cinema Paradiso (1987)

Stanno tutti bene (1990)

La domenica specialmente (1991)

Una pura formalità (1994)

L'uomo delle stelle (1995)

Lo schermo a tre punte (1995) (documentario)

La leggenda del pianista sull'oceano (1998)

Malèna (2000)

La sconosciuta (2006)

Baaria - La porta del vento (2008)

 

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