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GLI USA IN GUERRA, CONTRO LE CALORIE

Dopo i divieti antifumo, ora stop anche ai cibi ipercalorici

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22/04/2008, Eliana Albano

Negli Stati Uniti, il regno delle multinazionali del tabacco, la lotta contro il fumo è senza quartiere. Negli ultimi due decenni una politica di divieti e disincentivi è riuscita a rendere permanente nella società l’idea che il fumo di sigarette è la causa principale dei tumori al polmone e delle malattie cardiovascolari che, nel mondo occidentale, sono una delle prime cause di morte. Nel nostro Paese la legge antifumo nei locali pubblici, voluta dall'allora ministro della Salute Girolamo Sirchia, è in vigore dal 10 Gennaio 2003.

A cinque anni dall'applicazione della legge antitabacco anche in Italia, l'America lancia una nuova sfida, questa volta contro l'obesità. Una recente indagine dell'Organizzazione mondiale della Sanità ha parlato di una patologia che ha travolto confini geografici e sociali: oltre 300 milioni di adulti al mondo sono obesi.
Il primato negativo va agli Usa, la patria dei fast-food, dove hamburger, snack e bibite gassate rappresentano ormai il "piatto nazionale". Ma questa, purtroppo, non è una novità: la "nuova epidemia" è nell'agenda del governo da anni, assillo della sanità, delle assicurazioni e delle grandi corporation dell'alimentazione.

E' di ieri la notizia che a New York l'ultima frontiera alla lotta contro l'obesita' e' la pubblicazione obbligatoria delle calorie sui menu' dei ristoranti. In particolare, un giudice federale ha disposto che tutte le catene di fast-food, dotati di almeno 15 esercizi, come McDonald’s, Dunkin’Donuts e Starbucks, sono tenute a far sapere ai loro clienti quante calorie contiene il piatto che si accingono a mangiare. Da oggi, quindi, nei ristoranti della Grande Mela sarà possibile trovare oltre al prezzo delle pietanze anche la quantità di calorie presenti.

L'auspicio è che nel giro di qualche anno, questo provvedimento, riesca a diminuire il tasso di obesità e di conseguente mortalità dovuta ad una cattiva alimentazione, sviluppando una cultura del cibo più morigerata.
Intanto a noi, in Italia, non ci resta che goderci un buon piatto di pasta, almeno fino a quando la globalizzazzione del cibo spazzatura non invada anche il nostro bel Paese.

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