EUGENIO SCALFARI SI RACCONTA
Esce nelle librerie "L'uomo che non credeva in Dio"
Difficile condensare una vita complessa, come quella di Eugenio Scalfari, in 150 pagine. Nel suo ultimo libro "L'uomo che non credeva in Dio", il giornalista, fondatore del quotidiano La Repubblica, tenta di trovare un equilibrio fra la tenerezza di una carezza materna e la forza dello Scalfari filosofo, politico e moralista. A 84 anni il tono che il giornalista dedica ai ricordi è malinconico, il tempo usato l'imperfetto, per non allontanare troppo la memoria.
Classe 1924, Eugenio Scalfari cominciò la sua carriera di giornalista, collaborando con Roma Fascista. Presi contatti con il Partito Liberale, nel 1950 diventò collaboratore con il settimanale Mondo e con l'Europeo. Nel 1955 partecipò alla fondazione del partito Radicale per poi passare, nel 1963, nelle file del Partito Socialista Italiano. Nel 1976, forte della sua esperienza giornalistica, fondò il quotidiano La Repubblica. Ecco ciò che scrisse nell'articolo di apertura del primo numero: "questo giornale è un po’ diverso dagli altri: è un giornale d’informazione il quale, anziché ostentare un’illusoria neutralità politica, dichiara esplicitamente di aver fatto una scelta di campo. È fatto da uomini che appartengono al vasto arco della sinistra italiana".
Nel 1996, dopo vent'anni di direzione, lasciò il suo ruolo a Ezio Mauro. Attualmente, cura diverse rubriche, tra cui una su L'Espresso e un'altra sulle frequenze di RaiSatExtra, in compagni di Giovanni Floris.
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