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14 Marzo 2010 09:23
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Meraviglioso. Non ci sono altre parole per definire “The Millionaire” il film diretto da Danny Boyle (Trainspotting), ritratto di un’India che cambia in modo sempre più repentino. Già trionfatore di quattro Golden Globe (miglior film drammatico, migliore regia, migliore sceneggiatura, migliore colonna sonora), rappresenta una perfetta simbiosi tra dramma, cambiamento, amore ed egregio stile cinematografico.
Slumdog Millionaire (questo il titolo originale), è la straordinaria storia di una ragazzo indiano, Jamal Malik (il bravissimo Dev Patel) , che diviene celebre in tutto il paese per la sua vittoria al quiz che ha fatto un po’ il giro del mondo, Chi vuol essere milionario?. Un modo per narrare attraverso una serie di flashback, la difficile rincorsa al dio denaro, da parte di un ragazzo nato tra le terribili baraccopoli indiane.
Un modo per riflettere, un modo per volgere lo sguardo alla sete di denaro che attanaglia tutti, e che in particolar modo diviene un fatiscente sogno di tutti coloro che rincorrono la ricchezza come ricerca della felicità. Una trasmissione, un sogno, e la possibilità di cambiare la vita. In India, come in tutte le parti del mondo, la tv promette guadagni facili ed una vita diversa. Ma per chi? Chi sarà il fortunato o il caparbio che potrà accaparrarsi il bottino?
E poi c’è l’India. Una nazione che cambia più velocemente del previsto, lasciando macerie alle spalle, lacerando la popolazione in due, creando un fortissimo distacco tra i nuovi ricchi e chi resta ai margini di una fatiscente ricchezza. E questo genera mostri, capaci di orrori, e di qualunque mossa pur di raggiungere un posto tra i neo-ricchi. Ed all’interno di questa spaccatura cresce un ragazzo, timido, ma sorprendentemente coraggioso, che prova a viaggiare col fratello, ad attraversare l’India, tagliando trasversalmente tutto il mondo che lo circonda. Ed attraverso queste piccole storie, flash di un passato che serve a comprendere meglio il presente ed il futuro, troviamo l’energia di chi cerca di recuperare le origini e i propri sogni, all’interno di un realtà che somiglia a tratti ad un terribile inferno.
Un contenuto che appassiona, coinvolge, incatena lo sguardo dello spettatore alle immagini che scorrono. E con uno stile assolutamente particolare, fatto di dettagli, di immagini sfocate e contaminate da rallenti, ma spesso adrenaliniche e appassionanti. E con una chiara e doverosa influenza indiana, in pieno stile Bollywood. The Millionaire è deliziosamente farcito di tutti quei riferimenti tipici del cinema indiano, fatto di balletti e storie da soap opera. Una storia d’amore che va contro la condizione sociale, la vita, le limitazioni, quella tra Jamal e Latika, e che culmina in un finale zuccheroso e felice. Un trionfo che non sa di scontato, ma semplicemente di riferimento stilistico, condito da un balletto corale, simbolo di un’industria cinematografica (quella indiana) considerata ormai il polo opposto (economico) della più blasonata Hollywood.
Una perla cinematografica originale e coinvolgente.
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