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17 Marzo 2010 05:12
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4 sono i premi che i due fratelli Coen hanno ricevuto ieri, 24 febbraio, durante l’80esima edizione degli Academy Award. I 5.829 membri dell’Academy hanno decretato Non è un paese per vecchi miglior film, miglior regia, miglior attore non protagonista e miglior sceneggiatura non originale. Le nomination che hanno separato i Coen dal conseguire i prestigiosi riconoscimenti di miglior regia e miglior film, sono state solo due, come loro. Fargo era stato Premio Oscar nel 1997 (miglior sceneggiatura), mentre il colpo a vuoto aveva sacrificato Fratello dove sei? nel 2001. Su Non è un paese per vecchi si sono infiammate le scommesse nell’ultima settimana: il film era dato 3 a 1, in un’edizione degli Academy Awards che ha visto circolare nelle mani dei bookmakers ben un milione di euro sulle piazzate per il miglior film.
Javier Bardem, dal carro dei fratelli vincitori, sfodera un sorriso smagliante e conquista la sua prima statuetta per il ruolo di attore non protagonista. Ci chiediamo se l’indigestione di premi fatta nel 2008 sia sufficiente per l’attore spagnolo: infatti, Bardem ha portato a casa ben 8 premi per il ruolo di Anton Chigurh nel film dei Coen, tra cui un Golden Globe e un BAFTA.
Le grandi aspettative che avevano nutrito i pronostici sul film di Daniel Plainview, Il petroliere, dato 4 a 1 dai bookmakers, si sono sgonfiate davanti alla razzia fatta dai Coen. L’unica statuetta l’ha conquistata Daniel Day Lewis. Con questo, sono già due gli Oscar per l’attore inglese, storico interprete de L’ultimo dei Moicani e Il mio piede sinistro, film con cui calco per la prima volta, trionfante, il palco dell’Acadamy. Per un film come Il petroliere che con 25 milioni di dollari mette in scena quasi un unico protagonista per 158 minuti, il premio a Daniel Day Lewis è un riconoscimento più che meritato.
Johnny Depp, d’altro canto, porta a casa la terza nomination senz’Oscar della sua brillante carriera. Ma si sa, i film che piacciono all’Academy non sempre sono dei successi di cassetta, come invece sembra essere l’ultimo film di Tim Burton, Sweeney Todd, che con i suoi 50 milioni di budget porta agli onori dell’Academy per la seconda volta dopo The Aviator, Dante Ferretti come miglior scenografo.
La notte del 24 febbraio sarà ricordata da alcuni protagonisti come una “prima volta”. Primo Oscar infatti per Marion Cotillard (La vie en rose, miglior attrice) e per Dario Marianelli (Espiazione, miglior colonna sonora). Anche se semplicemente nominata e fulgore del red carpet, prima volta agli Academy Awards anche per la protagonista di Juno, Ellen Page, candidata come miglior attrice. Juno, che ha trionfato agli Spirit Award, ha conquistato il premio di miglior sceneggiatura per il film probabilmente meno costoso di tutti i nominati dall’Academy: solo 6 milioni di dollari, infatti, le risorse a disposizione di Jason Reitman.
I 130 membri della squadra responsabile dell’allestimento per la notte degli Oscar ha lavorato per realizzare un’edizione che sarà ricordata come la più travagliata della storia. Passata quasi sotto silenzio a causa dello sciopero degli autori, durato tre mesi, questa notte di statuette e red carpet è svanita senza lasciare traccia, anche grazie all’annullamento dello storico party di Vanity Fair, sostituito prontamente da Madonna, appena approdata nel mondo dei registi.
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