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03 Settembre 2010 19:52

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“Lettere ai soldati” vince il Premio Amnesty

Vinicio Capossela parla della guerra vista da chi la fa

vinicio1Mentre da ieri Vinicio Capossela è in tour a Roma con ben 4 date al teatro Sistina, ecco che arriva la notizia di una sua ennesima vittoria.

Si tratta del Premio Amnesty che, indetto nel 2003 dalla Sezione Italiana di Amnesty International e dall’Associazione culturale Voci per la libertà, premia il miglior brano sui diritti umani pubblicato nell’anno precedente. Quest’anno  a vincere è stato il brano Lettere ai soldati.

La cerimonia vera e propria si terrà a Luglio, e in quell’occasione Capossela ritirerà il premio che negli anni è stato assegnato dalla sezione italiana di Amnesty a Daniele Silvestri (nel 2003 per il brano Il mio nemico), Ivano Fossati (nel 2004, Pane e coraggio), i Subsonica (nel 2008, Canenero), per citarne solo alcuni.

Lettere ai soldati di Capossela, traccia dell’ultimo successo Da solo, racconta della guerra dal punto di vista di chi la guerra la vive in prima linea, i soldati. E racconta la paura e il coraggio, la terra e il cielo visto solo da una fessura, e soprattutto la consapevolezza che “nessuno tornerà come prima“.

Amiamo questo brano e la sensibilità che le sue parole esprimono, perciò vi lasciamo al testo e a tutte le considerazioni che la lettura porterà con sé.

Apre la strada / la vita e l’amore / chiude la strada / la morte e il dolore / Limpida è l’aria / la palma è tranquilla fiume scorre / la luna non vede / che polvere e stelle / l’alba non sente / l’angoscia di noi

Piccoli soldati / piccoli e armati / dal coraggio d’ordinanza e dalla noia / dalla gloria del rancio e dagli eroi

e dalle lettere d’amore

La casa ci separa e ci avvelena / nessuno tornerà più come prima

Filo spinato / cemento armato / occhi nascosti / ovunque per terra / la radio gracchia / la testa scuote

le buche e le ruote / il cielo è soltanto una feritoia / un recinto blindato / di un vetro di Humvee

Il deserto è tranquillo / non c’è linea del fronte / pattuglia di guardia / a balia del nulla

nulla che esplode / rovente nell’aria / odore di gomma / e carne bruciata / e pezzi di crani / e cervella per terra

e pezzi di faccia / e pezzi di noi / meccanismi d’ossa / e protesi in cambio / e sangue drenato / e sangue versato

In sacchi di plastica / torna un soldato / e lascia effetti / e foto e armadietti / e alcool in branda / pornografie

e giacche graduate / lucenti e stemmate / e soldi e coraggio / e contratti d’ingaggio / e lascia un alloggio

E lascia lettere d’amore

Uccidere non è peccato se non sei ucciso tu / uccidere non è peccato se è regola e lavoro

50 metri / sparare al motore / a 20 nel vetro / a 10 nel cuore / non hai conosciuto / chi è che hai centrato

una croce nel vetro / nebulizzato / non era un soldato / non era un soldato / piccolo e armato

Il cielo ora è più nero, e non è fumo / nessuno tornerà più come prima

La notte è serena / la palma è tranquilla / il fiume scorre / Babilonia muta / resta nel sole / e non si importa di noi

Piccoli soldati / piccoli e armati / piccoli soldati / piccoli e armati.

Annalisa Marocchi - martedì 07 aprile, 2009

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