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13 Marzo 2010 23:24
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Tutti sappiamo cosa sia l'odio! Di fronte all'oggetto del sentimento più antico del mondo – l'odio appunto – dalla faccia scompare il sorriso, il viso si fa scuro, il mondo appare meno bello e siamo pervasi da sentimenti negativi. Tutto diventa intollerabile, ingestibile, incredibilmente brutto.
Cerebralmente è un'altra cosa.
La ricerca condotta da Samir Zeki e John Romaya dell'University College di Londra, descritta nell'articolo pubblicato su PloS One, mostra cosa accade nel cervello quando siamo faccia a faccia con qualcuno che odiamo. Lo studio è limitato all'odio nei confronti di una precisa persona fisica e non di altro tipo. Non è stato ancora approfondito l'aspetto dell'odio rivolto verso un intero gruppo di persone. Ad esempio l'odio raziale.
Il risultato della ricerca di Zeki e Romaya svela che di fronte qualcuno che si oda si attivano circuiti cerebrali distinti da quelli correlati ad emozioni come la paura e in parte sovrapposti a quelli legati ai comportamenti di aggressione. A livello sottocorticale sono coinvolti il putamen e l'insula. Il primo è attivato anche nelle emozioni di disgusto e disprezzo, ma prende parte anche alle prime fasi di attivazione nel sistema motorio.
"E' significativo – ha detto Zeki – che putamen e insula siano attivati anche nell'amore romantico. E non sorprende: il putamen può essere coinvolto nel preparare atti aggressivi in un contesto amoroso, come quando un rivale rappresenta un pericolo. Precedenti studi suggeriscono inoltre che l'insula sia coinvolta nella risposta a stimoli stressanti, e tanto la vista di un viso amato che quella di uno odiato rappresentano un segnale di stress."
"Una differenza marcata fra gli schemi corticali prodotti dall'amore e dall'odio è che mentre l'amore disattiva ampie parti della corteccia associate al giudizio e al ragionamento, l'odio disattiva solamente una piccola regione localizzata nella corteccia frontale. La cosa può sembrare strana, visto che l'odio, proprio come l'amore, è una passione che 'brucia' tutto. Ma mentre nell'amore romantico chi ama è spesso poco critico nei confronti della persona amata, è più probabile che chi odia possa voler conservare il giudizio per calcolare le mosse per danneggiare, ingiuriare o comunque prendersi una rivincita sull'odiato."
Parafrasando: l'amore acceca, l'odio acuisce la criticità.
Interessante notare, ed ognuno tragga le proprie conclusioni, che per quanto complessivamente separati, il circuito dell'odio e quello dell'amore hanno punti in comune…
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