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18 Marzo 2010 12:36
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E' giunta nella capitale nipponica "Italian genius now", mostra itinerante nell'arte e nel design italiano degli ultimi sessanta anni. La mostra, prodotta dal Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, è composta da circa novanta opere e rimarrà a Tokyo fino all'8 Giugno presso l'Istituto Italiano di Cultura.
L'esposizione vuole presentare attraverso opere, prodotti industriali e fotografie l'Italia come la grande officina che ha saputo produrre "oggetti" di alto valore estetico, ma soprattutto un paese in cui le diverse discipline dell'immagine e del progetto sono unite sotto un unico genio. Si tratta di un "viaggio" attraverso una parte importante della creativita' italiana: quella che ha reso il Made in Italy famoso in tutto il mondo attraverso fotografie, sculture, opere di design e quadri.
Il fascino del Made in Italy oltrepassa sin dai primi anni '50 le frontiere nazionali consolidandosi non solo in Europa e in America, dove i creatori italiani ricevono riconoscimenti ufficiali per il loro indiscusso genio con collaborazioni prestigiose, premi e inviti ad esposizioni internazionali, ma in tutto il resto del mondo.
La mostra, curata da Marco Bazzini, costituisce un'affascinante opportunita' per presentare al pubblico giapponese, grande estimatore delle nostre arti figurative e del nostro design, la grande creativita' di artisti e artigiani italiani del nostro tempo. A partire dalla Vespa GS 150 di Corradino D'Ascanio sviluppata per la Piaggio, per passare alla sperimentazione spaziale di Paolo Scheggi o al design moderno di Marcello Nizzoli e Achille Castiglioni, fino ad arrivare agli ultimi decenni proponendo le forme ambigue del design di Stefano Giovannoni per Alessi, le alterazioni architettoniche di Riccardo Previdi, le assonanze glamour tra le opere di Vanessa Beecroft e Sissi, o ai siti di massa fermati nelle foto di Massimo Vitali, per finire con la visionarietà futurista dell'ultimo scooter Piaggio, con le sue due ruote anteriori e una posteriore.
Una testimonianza del nostro tempo attraverso gli anni Sessanta con la pittura pop del gruppo italiano (Franco Angeli, Roberto Barni, Umberto Buscioni, Gianni Ruffi), il design di Ettore Sottsass, Marco Zanuso e dei gruppi dell'Architettura Radicale (Archizoom e Superstudio) che produssero tra gli altri per Poltronova. I Settanta con le opere di Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Chiari, Emilio Isgrò, Franco Vaccari e la produzione industriale di sculture poliuretaniche della Gufram (Pratone di Ceretti-Derossi-Rosso). Gli Ottanta con la mediterraneità di Mimmo Paladino e i ritratti di molti artisti nel loro studio realizzati da Aurelio Amendola.
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