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18 Marzo 2010 00:05

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IL GIOCO DEL MONDO

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Dal 26 settembre al 26 ottobre 2008 la Triennale Bovisa di Milano, ospita Il Gioco del Mondo di Sergio Pappalettera. L'obiettivo è presentare percorsi ed istallazioni nel loro aspetto ludico così da coinvolgere i visitatori in una esperienza artistica che è in sé esperienza del mondo.

Pappalettera sembra dire che infiniti sono i mondi come infiniti gli occhi di quanti guardano alla realtà empirica. E l'arte come espressione artistica dell'esperienza del mondo è a sua volta infinitamente riprodotta dal pubblico. Per questo motivo, Pappalettera pone i suoi visitatori nella condizione non di spettatori d'arte ma di fruitori. Il risultato è che la mostra non è più esposizione ma spettacolo nello spettacolo. Significato e significante si confondono e fondono nell'opera d'arte. Il “momento mostra” diviene esso stesso arte capace di riprodursi all'infinito nei suoi fruitori. Pubblico come demiurgo di un'arte mai del tutto completata ma in continuo divenire e costantemente soggetta a modifica. Tante sono le persone che vedono e fanno uso dell'oggetto artistico, tante saranno allora le forme d'arte che ne scaturiranno.

Il risultato è straordinario. Pappalettera modifica la chiava di lettura dell'esposizione artistica, svincola significato e significante, fa sì che ciascun visitatore-demiurgo reinterpreti elementi comunicativi in una personalissima revisione dell'oggetto artistico. Il mondo è un gioco e con esso l'arte. Le opere possono essere composte e ricomposte dal visitatore.

Il percorso proposto da Sergio Pappalettera parte dalla morte. Una bara griffata in cui il visitatore può sperimentare, se così si può dire, il proprio decesso. Dalla messa in scena della morte in poi, il percorso proposto guida il visitatore alla vita attraverso il gioco. Composizione e scomposizione dell'opera d'arte e degli oggetti. Tutto è creato affinché ciascuno possa sentire l'arte col proprio corpo. Ecco dunque un castello di carte al centro della sala composto da opere d'arte che tutti possono manipolare, quadri ispirati al gioco dei 15 e una bizzarra sala in cui i visitatori potranno letteralmente fare a pezzi l'arte. Ricordando quanto accadde nel 1972 – quando un uomo sfregiò una statua di Michelangelo – tutti i visitatori potranno colpire con un martello infinite riproduzioni del piede della statua in questione. Questa “aggressione” all'arte sarà filmata e riproposta nel corso dell'esposizione. L'arte che filma l'arte e la riproduce nel momento artistico.

Staff - venerdì 26 settembre, 2008

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