Il cinema italiano torna a splendere sotto i riflettori che illuminano la chiusura della 61esima edizione del Festival di Cannes. Oltre ogni più rosea previsione, l'Italia porta a casa il Gran Premio per
Gomorra e il Premio della Giuria per
Il Divo. La palma d'oro è andata a "Entre les murs" del francese Laurent Cantet, cronaca in presa diretta sulla quotidianità di una scuola della periferia parigina, raccontata sul faccia a faccia giornaliero tra studenti e insegnanti in cerca di un equilibrio umano e relazionale sempre difficile.
Trionfo della realtà, dunque. In Italia, il realismo appassionato e spudorato della scrittura di Saviano e della regia di Matteo Garrone, nonché il biofilm di Paolo Sorrentino su Giulio Andreotti, scrivono una bella pagina del cinema nostrano. Premio per la Sceneggiatura ai fratelli Luc e Jean-Pierre Dardenne per "Il silenzio di Lorna", un film che ancora una volta interpreta il dramma del mondo reale attraverso le emozioni di personaggi che dalla sopraffazione reciproca lasciano emergere la loro umanità più profonda. A Nuri Bilge-Ceylan il Premio per la regia: "Three Monkeys" è storia di intimità familiare, in cui una coppia lotta tra menzogne e verità per trovare la strada a una convivenza dei sentimenti.
Gli attori più bravi sono stati
Benicio Del Toro, protagonista del film di Steven Soderbergh "Che", mentre come Migliore Attrice è stata premia a sorpresa la brasiliana Sandra Corveloni, brava protagonista di "Linha de passe", il film di Walter Salles e Daniela Thomas. Ma la giuria di Sean Penn è stata anche portatrice di una bella innovazione, ovvero il Premio del 61mo Festival di Cannes, che è stato attribuito ex aequo a Catherine Deneuve per "Un Conte de Noel" di Arnaud Desplechin e a Clint Eastwood per "The Exchange".