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17 Marzo 2010 05:12
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Nel mondo del cinema, Luca Barbareschi possiede quella rispettabilità (da parte del grande pubblico e degli addetti ai lavori) tipica di chi, come lui, ha saputo partire dal nulla, partecipando (non sempre come protagonista) ad alcuni tra i film più interessanti del panorama cinematografico italiano, inventandosi (con successo) produttore, con la sua Casanova, ed infine, dopo tanti anni di carriera prettamente cinematografica, come uomo politico.
Un impegno, il suo, culminato con la candidatura a rappresentante del Comune di Roma nel Consiglio di Amministrazione della Festa del Cinema di Roma. Un CdA che sta subendo grossi sconvolgimenti, dopo le dimissioni del presidente Goffredo Bettini e la conseguente candidatura di Gianluigi Rondi (fortemente voluta da Gianni Alemanno nonostante gli iniziali dinieghi del presidente dell’Ente David di Donatello) alla presidenza della kermesse romana. Un posto di rilievo per cui era stato addirittura proposto Barbareschi stesso, ma che forse ha deciso di non accettare per i suoi impegni politici in seno al Comune di Roma. Che comunque, in un modo o nell’altro, lo hanno riportato alla Festa del Cinema, a quel CdA di cui faranno parte, tra gli altri, l’imprenditore romano Giovanni Malagò, delegato della Provincia di Roma, e Francesco Gesualdi, delegato della Regione Lazio.
Non è la prima volta (e non sarà l’ultima) che un personaggio del mondo dello spettacolo italiano è passato “dall’altra parte”, quella del dietro le quinte organizzativo e politico. Basti pensare alle varie Elisabetta Gardini e Mara Carfagna, ma ancor più rappresentativa di questo fenomeno è stata Gabriella Carlucci, la bionda onorevole che si è distinta sia ai tempi della sua carriera nel mondo dello spettacolo e della Tv, e che ancora oggi con il suo impegno politico sta continuando a guadagnare il rispetto di quanti ne seguono il programma.
Ma c’è anche chi ha fatto il percorso inverso, e forse con lo stesso successo: Irene Pivetti. Ex presidente della Camera, la Pivetti, forte del suo essere anche giornalista, ha deciso un giorno di rinunciare alla carriera politica per darsi al mondo dello spettacolo, ma quello di un certo spessore.
In ogni caso, non c’è che dire: il mutuo scambio tra politica e cinema in Italia dà sempre i suoi buoni frutti.
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