04 Luglio 2009 18:16

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Crisi Russia-Nato e vittime innocenti

Ci vorrebbe una nuova superpotenza: l'Unione Europea

280808_carriarmati-wwwcenturychinacomNell’intricata faccenda dell’invasione russa dell’Ossezia o, a seconda dei punti di vista, della sfida lanciata dalla Georgia al paese degli zar, sono rimasti coinvolti equilibri geopolitici che sembravano ormai consolidati, ma sta passando quasi inosservata la tragedia di chi sta vivendo questa guerra sulla propria pelle. Le popolazioni che abitano i territori contesi hanno subito le violenze ed i saccheggi dell’esercito russo, questo è certo, e forse, in precedenza, di quello georgiano. Questa gente sa poco o nulla della guerra fredda e non ha niente da spartire nelle strategie energetiche mondiali.

A me che non si parta da idee preconcette, riteniamo sia impossibile stabilire chi ha torto e chi ragione nella crisi georgiana, tramutatasi in un pericoloso braccio di ferro fra Nato e Russia, ma a prescindere da questo, non è più ammissibile che gli eserciti invasori scarichino le loro rabbie represse sulla popolazione inerte. E’ un film visto e rivisto, è vero, ma sarebbe ora che l’umanità facesse un passo avanti. Del resto, messe da parte le pur ammirevoli Ong, quale potenza può ergersi a difensore delle popolazioni?

Il “capofila” della Nato sono gli Stati Uniti, che svolgono il loro ruolo di superpotenza. Se in questa circostanza lo stiano facendo nel modo giusto o sbagliato, è un altro argomento di discussione. Per Russia e Usa, direttamente impegnati dal punto di vista militare (e chiaramente non stiamo parlando solo della crisi georgiana), le vittime finiscono nel novero dei “danni collaterali”. Ma fra Usa e Russia c’è un terzo soggetto il cui silenzio, anche in questa circostanza, è assordante. Si tratta dell’Unione Europea, la quale, come si è detto più volte, non riesce a parlare con una sola voce, perché al di fuori della sfera economico-finanziaria l’Unione non si è mai realizzata davvero. Eppure, la mediazione della “Vecchia Europa”, la quale purtroppo conosce bene gli effetti di guerre combattute sul proprio territorio, potrebbe cambiare in meglio gli equilibri fin qui conosciuti.

L’Europa, per fare ciò, dovrebbe essere un soggetto unitario e forte. Così, purtroppo, non è. Questa deficienza si ripercuote negativamente anche sugli affari economici e geopolitici. L’UE, infatti, è l’unico fra i soggetti che possono agire sullo scacchiere mondiale a non perseguire direttamente i proprio interessi nel Caucaso come nel Medio Oriente, o ovunque nel mondo, se non per “intercessione” degli Usa, tramite l’Alleanza Atlantica. Sarebbe ora, per l’Europa, di camminare con le proprie gambe.

Stefano Rita - giovedì 28 agosto, 2008

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