GIOVANNI FATTORI, TRA VERO E NATURA
Nel centenario dalla morte Livorno rende omaggio al grande pittore
Giovanni Fattori muore a Firenze nel 1908. A cent'anni dalla sua scomparsa, Livorno dedica a questo grande artista una retrospettiva dal titolo "GIOVANNI FATTORI, TRA EPOPEA E VERO", in mostra dal 22 Aprile fino 6 Luglio, ai Granai di Villa Mimbelli.
Una mostra antologica con circa 280 opere selezionate dal massimo esperto in materia, Andrea Baboni, e una serie di iniziative collaterali per approfondire la conoscenza dell’artista che segna il passaggio dalla pittura accademica al vero di natura. L’ala del Museo Fattori dedicata alle esposizioni temporanee, ripercorrerà l’intero arco produttivo del maestro della macchia, attraverso dipinti, disegni e acqueforti.
Promossa dal Comune di Livorno e dalla Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno la mostra rappresenta la più grande esposizione tra quelle in programma in varie città d’Italia; sicuramente la più ricca come numero di opere esposte (250 opere, suddivise in venti sezioni, offriranno una lettura organica dell’intero percorso stilistico dell’artista); ma anche per l’accurata selezione delle opere provenienti da numerosi musei italiani, da banche, fondazioni e prestigiose collezioni private tra cui la collezione Marzotto, Jucker e Taragoni. Presenti all'esposizione le famose grandi tele militari così come le tavole di piccolo formato in cui si concentra maggiormente la sperimentazione macchiaiola.
Si tratta di un’esposizione che presenta Fattori nell’interezza e nella complessità tematica da lui sperimentata: a partire dagli inizi accademici ai primi studi militari, dalle più vaste tele di battaglia, alle sintetiche, liriche tavolette degli anni 1865-1875, ai ritratti, ai grandi quadri di butteri, sino a toccare tutti gli aspetti del vero, dal paesaggio alla figura, comprese le opere che aprono al nuovo secolo dalle cadenze vagamente espressioniste.
La mostra si avvale, inoltre, di un ciclo di conferenze per conoscere l’arte del grande Maestro dell’Ottocento italiano non solo come artista ma anche come uomo del suo tempo. Il 1848 vede, infatti, Giovanni Fattori coinvolto nei moti risorgimentali e proprio le battaglie risorgimentali saranno spesso oggetto delle sue pitture: sono per lui la strada per raggiungere non solo l'unità d'Italia, ma soprattutto un mondo sociale nuovo, libero e onesto.
Giovanni Fattori spesso nel corso della sua vita aveva sostenuto di non credere che per fare un artista occorra la cultura esatta e tuttavia questo essere "omo sanza lettere" é stata forse la sua principale arma, quella che gli ha permesso di essere solo se stesso, un artista libero creatore e privo di qualsiasi condizionamento culturale.
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